E'
stata innagurata il 7 agosto del 1993 la chiesa parrocchiale di
Maniace e sono state benedette le porte della nuova chiesa dall'arcivescovo
di Catania mons. Luigi Bommarito. Nel lontano 1967, quando io venni
inviato a Maniace esisteva già un progetto per la realizzazione
della chiesa parrocchiale redatto dall'ESA (Ente di sviluppo agricolo).
Mi si presentò più di un politico, di quelli abili
a cacciare voti nelle sacrestie, dicendomi: "Reverendo perchè
non pensiamo a costruire la chiesa?" Ai vari politici di turno
replicavo: "Onorevole, ma come farà poi la popolazione
a venire nella chiesa nuova se mancano ancora i ponti e per le strade
si affonda nel fango? Non è meglio che ci interessiamo prima
ai ponti e alle altre sacrosante necessità della popolazione?"
Così continuai a celebrare il culto e a svolgere le attività
pastorali nell'antica chiesa del Castello o nei corridoi della scuola
elementare o in garages o all'aperto all'ombra di qualche albero.
Poi nel 1969, con l'aiuto della curia, le offerte dei fedeli e il
mio personale contributo sorse nella borgata Petrosino una piccola
chiesa e allo stesso modo nel 1973 fu dotato il centro di un salone
chiesa e di una modesta canonica. Intanto a Maniace si realizzavano
i ponti, le strade, una villetta,la rete idrica, telefonica, le
scuole, l'ufficio postale. Si conquistò l'autonomia comunale
che costituì il volano per altri progressi: la rete fognante,
l'illuminazione pubblica, il campo sportivo, tutta la borgata Petrosino
messa a nuovo col piano di recupero, la stazione dei carabinieri,
il cimitero, l'autonomia della scuola media, etc. E Maniace cresceva
anche demograficamente con i problemi comuni alle altre realtà
urbane. Apparvero anche i fenomeni inquietanti della devianza giovanile.
La
parrocchia diventa polo aggregante. Ma i vecchi locali si rivelano
insufficienti e inadeguati per le esigenze di culto e per le attività
pastorali e sociali. Nel luglio del 1984 inoltro istanza per il
finanziamento del complesso parrocchiale all'Assessore ai lavori
pubblici. Nell'ottobre del 1987 il finanziamento di un primo stralcio
di L. 664.300.000 permette di avviare la costruzione dell'opera
i cui lavori iniziano nell'aprile 1989. Il finanziamento del 2°
stralcio di L. 789.600.000, erogato nel marzo 1991 consente nel
luglio 1993 di quasi ultimare la costruzione. A partire da quest'ultima
data sarà il comitato parrocchiale ad attivarsi per portare
a, termine, con il contributo non indifferente dei fedeli, i tanti
lavori rimasti incompiuti al fine di rendere agibile e abitabile
il sacro edificio.
Voluta
per le esigenze di un culto dignitoso la chiesa comprende nel piano
sottostante luminosi spazi per la catechesi, l'oratorio e altre
attività che la propongono come segno tangibile di una presenza
che vuole essere estremamente attiva nella comunità di cui
è al servizio. L'edificio progettato dall'architetto Corrado
Romano di Palermo ha l'aspetto della prua di una barca, con un torre
campanaria che ricorda la testa di un timone, a pianta quadrata
di m. 23 per lato ha una capienza di 400 posti a sedere disposti
sulle diagonali e su un pavimento leggermente inclinato verso l'altare
che si stacca dall'abside per protendersi verso il centro dell'aula.
Vista dal sagrato la chiesa si presenta con una pensilina a cuneo,
alta dal suolo otto metri, che ha la falda del tetto in contro pendenza
rispetto a quella dell'aula. Il tetto dell'aula si innalza assottigliandosi
fino a quota 15 metri dove si incernia con la torre campanaria,
alta 23 metri.
Le
pareti esterne sono rivestite in parte di pietra arenaria locale
riquadrate da ampie superfici in cemento a vista. Vi sono tre ingressi.
Le porte con pannelli figurativi sbalzati a mano su metallo in ferro
sono opera dell'artista Antonio Paglia di S. Donato Val Comino (FR).
Certo, il cammino è stato duro, ma alla fine Maniace, vera
perla dell'ex Ducea di Nelson, ha aggiunto un altro tassello sulla
strada dell'indipendenza e della conquista di una posizione di tutto
rispetto nei confronti dei centri urbani vicini.
Una
lotta, quella dei cittadini di Maniace, che ha visto la presenza
in prima persona di padre Nunzio Galati, un uomo che non ha avuto
paura di sorta nel denunciare soprusi ed ingiustizie, che non si
è tirato indietro quando è stata ora di esigere quei
servizi basilari che ogni cittadina che si rispetti deve avere un
sacerdote che, sollevando un polverone enorme, ha chiesto la presenza
e la tutela delle forze dell'ordine nella "sua" Maniace,
assediata da forze inquietanti.
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