RICORRENZE CIVILI: PERCHE'
Ci siamo mai chiesti perchè giorni come il 25 aprile, l'1 maggio, il 2 giugno (e potrebbero venirci in mente altre date) sono delle ricorrenze per cui vale veramente la pena festeggiare e ricordare?O si mangia abbondantemente e ci si diverte solo perchè lo Stato le ha riconosciute come giornaste nazionali? Ciò che intendo dire è che spero che nella coscienza di ognuno di noi ci sia la consapevolezza di ciò che è accaduto il 25 aprile del 1945, data della liberazione dal nazifascismo in Italia; l'1 maggio ricorrenza della festa dei lavoratori, istituita in occasione del congresso di fondazione della Seconda Internazionale(1889) per sostenere la richiesta di una riduzione dell'orario di lavoro e che la data fu scelta per commemorare gli otto "Martiri di Chicago", otto lavoratori che, arrestati l'1 maggio del 1886 e accusati ingiustamente di aver lanciato delle bombe durante uno sciopero, vennero condannati a morte e giustiziati; o ancora il 2 giugno del 1946 quando con il referendum sulla forma istituzionale dello Stato, indetto a suffragio universale (per la prima volta votarono anche le donne) il popolo italiano scelse la repubblica. E' necessario celebrare certi eventi storici ma non per dire io sono antifascista, perchè parlare oggi di antifascismo non ha più senso, solo perchè come disse qualcuno bisogna studiare il passato per capire meglio il presente e progettare il futuro. Fare una ricognizione storica deve essere l'occasione di una lettura critica dell'oggi perchè ciò che è passato non può essere modificato ma il passatp può modificare il presente!
di Simona Arcodia scritto il 02/05/2005
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